Consigli su Cosa Vedere in Abruzzo

EMOZIONI, SENSAZIONI E RICORDI

... Raccolta delle olive a Collepiccone

Puoi partecipare con noi alla raccolta delle olive ed assaporare il pregiato olio di oliva extravergine abruzzese.
Con il nostro personale, esperto nel raccogliere olive, puoi imparare a riconoscere le oleacee, scoprire quando si raccolgono le olive e partecipare ad una breve raccolta delle olive a mano.
Puoi anche conoscere molte delle curiosità che riguardano la raccolta delle olive in Abruzzo, in particolare come avviene la raccolta delle olive a mano, imparare anche a capire il tempo di raccolta delle olive nella nostra zona per non avere più dubbi su quando sia il momento giusto per raccolglierle. Scopri dal vivo come produciamo il nostro pregiato olio di oliva extravergine estratto a freddo.
Raccogliere le olive è una vera e propria festa contadina! Come ogni festa che si rispetti, se conclude l’esperienza di raccolta dell’olive con un pranzo in campagna all’aria aperta. Gustare insieme la bruschetta calda con il nostro olio abruzzese, un piatto con prodotti locali e un buon vino abruzzese.
Dopo una meritata “siesta”, la partenza sarà a visitare il Frantoio Ernesto Tiberio, dove ti illustreremo da vicino le tecniche e le fasi di produzione del nostro olio extravergine di oliva estratto a freddo e condividere piccoli assaggi della nostra cultura enogastronomica.

COSTA DEI TRABOCCHI (www.costadeitrabocchi.net)

La Costa Adriatica, in particolare nel tratto della provincia di Chieti, offre scorci suggestivi, calette frastagliate e spiagge sassose ed è conosciuta come Costa dei Trabocchi, per le scenografiche palafitte da pesca che la caratterizzano. Ricca di riserve naturali importanti, come Punta Aderci e Punta Penna, nei pressi di Vasto, o la Lecceta di Torino di  Sangro, questa è una zona che vi saprà facilmente sedurre.

Fate così: portateci la vostra dolce metà, vagabondate in riva al mare e poi cenate dentro un trabocco (alcuni sono ristoranti!), gustando ottimi piatti caserecci a lume di candela e ascoltando solo il rumore delle onde

LA TRANSIBERIANA D’ITALIA (www.latransiberianaditalia.com)

“È un po’ come vedere un documentario dal vivo con le immagini che scorrono dai finestrini del treno.”

Un viaggio che unisce il massiccio della Majella con le sue ragguardevoli cime e i suoi grandiosi altipiani carsici con monumenti, opere d’arte e lavoro dell’uomo di queste magnifiche terre.

Un’escursione nel cuore dell’Abruzzo e del Molise tra Parchi Nazionali e Riserve Naturali che attraversa montagne e strette gole. Un tracciato spettacolare, quello della Transiberiana d’Italia, che da solo vale un viaggio lento alla scoperta dei piccoli borghi e grandi centri dove la storia e le tradizioni locali sono custodite dalle comunità locali.

IL PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA (www.parcomajella.it)

Istituito nel 1995, il Parco Nazionale della Majella ha una superficie di 74.095 ettari e comprende 39 comuni nelle province di L’Aquila, Chieti e Pescara. Aspra e imponente, la Majella è ripida e compatta sul versante occidentale, si distende in alto nell’altopiano di Femmina Morta, ed è incisa sul versante orientale dai valloni più selvaggi d’Abruzzo. il Parco, che comprende anche la bastionata del Morrone e i Monti Pizi, è uno dei più importanti contenitori di fauna selvatica d’Italia e d’Europa.

L’ininterrotta presenza dell’uomo, testimoniata da giacimenti preistorici che risalgono sino al Paleolitico, costituisce l’essenza stessa, l’identità peculiare di questo Parco, che è inestricabilmente custode della natura e dell’uomo, come dimostrano le grotte e le iscrizioni di pastori e briganti, le capanne a tholos disseminate ovunque tra i campi agricoli e i pascoli d’altura, i tanti eremi e luoghi di culto che esprimono il fascino della Majella da sempre considerata una montagna sacra, materna e aborigena sin nel nome, che richiama quella Maja madre delle messi adorata dai suoi primi agricoltori.

Vivono sulla Majella il lupo, l’orso, il camoscio, la lontra, il capriolo, il cervo. Tra le 130 specie di uccelli spiccano l’aquila reale, il falco pellegrino, il gufo reale, il lanario, l’astore e il piviere tortolino. Le faggete ricoprono i versanti tra i 1.000 e i 1.800 metri, mentre sui crinali cresce il raro pino mugo, tipico di ambienti nordici. La vegetazione include oltre 1.700 specie, numerose delle quali endemiche.

Nel Parco si possono visitare piccoli centri di grande interesse storico come l’antica Pacentro, Caramanico con le sue terme, Guardiagrele con la sua ricca produzione artigianale artistica, e la splendida Pescocostanzo, dall’orgoglioso centro storico rinascimentale e barocco. Di grande interesse sono anche gli eremi e i luoghi di culto come l’abbazia di San Liberatore a Majella, gli eremi celestiniani del Morrone (Sant’Onofrio e San Pietro) e della Majella (San Bartolomeo di Legio, Santo Spirito a Majella, San Giovanni all’Orfento, Sant’Onofrio di Serramonacesca, Madonna dell’Altare), il santuario di Ercole Curino e la chiesa di San Tommaso a Salle, opere d’arte e lavoro dell’uomo di queste magnifiche terre.

Un’escursione nel cuore dell’Abruzzo e del Molise tra Parchi Nazionali e Riserve Naturali che attraversa montagne e strette gole. Un tracciato spettacolare, quello della Transiberiana d’Italia, che da solo vale un viaggio lento alla scoperta dei piccoli borghi e grandi centri dove la storia e le tradizioni locali sono custodite dalle comunità locali.

TEATE MARRUCINORUM (www.abruzzoturismo.it)

La città romana Teate sorse su un colle tra i fiumi Pescara e Alento, in un sito frequentato sin dall’epoca protostorica. L’abitato si sviluppò notevolmente nel I secolo a.C., quando divenne municipio romano con il nome di Teate Marrucinorum.

I resti archeologici più importanti, situati nella zona pubblica della città, sono la Civitella, il teatro, le terme e i templi romani.

Nell’area archeologica della Civitella sono stati rinvenuti terrecotte, statue e decorazioni dei templi di età repubblicana (I sec. a.C.) e un anfiteatro del I secolo d.C.

Alle pendici del colle della Civitella si trovano i resti del teatro romano (I sec. d.C.), inglobato nel tessuto cittadino; si distinguono il muro perimetrale della cavea e alcuni resti del corridoio semicircolare su due livelli.

Alle pendici orientali del colle sorgevano le terme (II sec. d.C.), un vasto complesso con decorazioni musive, suddiviso in vari ambienti e alimentato dalla cisterna sotterranea prospiciente alle terme.

Nell’antico foro campeggiano i resti dei tre templi romani, di età imperiale; nel sito sono stati rinvenuti pavimenti musivi e strutture in opera quadrata risalenti ad un luogo di culto più antico.

SPOLTORE

Spoltore è un piccolo comune così vicino a Pescara che da anni si pensa di annetterlo al capoluogo per creare, assieme ad altri paesini della zona, una Grande Pescara. Fondata nel Medioevo, deve il suo nome alla parola farro (in tedesco spelt). Nel piccolo centro storico, ancora ben conservato, si possono osservare un Castello Longobardo, una Chiesa del XVIII secolo (intitolata a San Panfilo Vescovo)  e un palazzo (il De Cesaris) del XVII secolo ispirato al castello medievale preesistente al suo posto. Appena fuori dalle mura vi sono un convento e una parrocchia di origini benedettine anch’essi intitolati a San Panfilo e risalenti all’anno 1000.

I resti archeologici più importanti, situati nella zona pubblica della città, sono la Civitella, il teatro, le terme e i templi romani.

Nell’area archeologica della Civitella sono stati rinvenuti terrecotte, statue e decorazioni dei templi di età repubblicana (I sec. a.C.) e un anfiteatro del I secolo d.C.

Alle pendici del colle della Civitella si trovano i resti del teatro romano (I sec. d.C.), inglobato nel tessuto cittadino; si distinguono il muro perimetrale della cavea e alcuni resti del corridoio semicircolare su due livelli.

Alle pendici orientali del colle sorgevano le terme (II sec. d.C.), un vasto complesso con decorazioni musive, suddiviso in vari ambienti e alimentato dalla cisterna sotterranea prospiciente alle terme.

Nell’antico foro campeggiano i resti dei tre templi romani, di età imperiale; nel sito sono stati rinvenuti pavimenti musivi e strutture in opera quadrata risalenti ad un luogo di culto più antico.

IL CASTELLO MEDIEVALE DI ROCCASCALEGNA

Questo minuscolo paesino di poco più di mille abitanti facente parte della Comunità montana Aventino-Medio Sangro deve oggigiorno la sua notorietà al castello medievale che lo sovrasta e chiamato semplicemente La Rocca. Costruito dai Longobardi sopra una scarpata a strapiombo, è stato donato a metà degli anni ’80 al comune dall’ultima famiglia che lo ereditò, i Croce Nanni. Se la sua visita è senza dubbio interessante, lascia mozzafiato lo sguardo da lontano. Il castello sembra reggersi sul nulla dando al tutto quel senso di magico che Matteo Garrone ha voluto anche per il suo Racconto dei racconti.

LITORALI DI PESCARA E CHIETI

Pescara, Chieti e i rispettivi litorali sono da sempre un’attrazione turistica per chi cerca una vacanza di mare.

In proporzione alla superficie relativamente piccola della regione, la costa sembra davvero essere infinita: ben centotrentatré chilometri di spiagge bagnate da un mare pulito e baciate dal sole per mesi interi, con località premiate dalle prestigiose Bandiere Blu, simbolo e certificazione di acque pulite e di valori ambientali ben custoditi.

Suddiviso nelle tre province di Teramo, di Pescara e di Chieti, il litorale abruzzese è meta di turismo balneare sin dagli ultimi decenni dell’Ottocento.